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dai GIORNALI di OGGI

Nel nostro paese si vaccinerà inizialmente il 30-40% della popolazione

Influenza A, adesso l'Italia si prepara: vaccinazioni al via da metà novembre

La prima fase prevede l'immissione in circolazione di 8 milioni di dosi

2009-08-26

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2009-08-26

Nel nostro paese si vaccinerà inizialmente il 30-40% della popolazione

Influenza A, adesso l'Italia si prepara: vaccinazioni al via da metà novembre

La prima fase prevede l'immissione in circolazione di 8 milioni di dosi

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La campagna di vaccinazione contro la Nuova influenza comincerà in Italia a partire da metà novembre (Afp)

La campagna di vaccinazione contro la Nuova influenza comincerà in Italia a partire da metà novembre (Afp)

MILANO - Partirà a metà novembre l'avvio della campagna di vaccinazione contro l'influenza A/H1N1 in Italia che prevede inizialmente la vaccinazione del 30-40% della popolazione. Lo rende noto il ministero del Welfare. La data è stata decisa nella riunione del tavolo permanente delle cure primarie territoriali del 20 agosto scorso. Nel corso della riunione, presieduta dal Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero Fabrizio Oleari, con la partecipazione di Maria Grazia Pompa, Stefania Salmaso e di alcuni funzionari regionali, sono state fissate le tappe e le modalità della vaccinazione di massa. Secondo quanto riferisce Giuseppe Mele, presidente dei pediatri Fimp e presente alla riunione, la prima fase prevede l'immissione in circolazione di 8 milioni di dosi che saranno a disposizione a partire dal 15 novembre sino a tutto il mese di dicembre. Gli altri 16 milioni di dosi del vaccino saranno disponibili a partire dal 31 gennaio in poi. La prima fase, come annunciato, riguarderà gli operatori sanitari e le categorie a rischio. Nel dettaglio, saranno vaccinati contro il virus H1N1 gli addetti ai servizi essenziali e, tra questi, personale sanitario e di assistenza dei servizi sanitari accreditati (resterà fuori da questa prima fase il personale delle strutture private) le strutture socio sanitarie (case di riposo, RSA) il personale dei Distretti Sanitari, almeno il 90% dei medici di famiglia e dei pediatri, i medici competenti, gli addetti ai servizi amministrativi di supporto, il personale delle Poste Italiane e della Telecom. Queste categorie saranno sottoposte a vaccinazione dai Dipartimenti di Prevenzione- Centri Vaccinali. Per queste categorie si prevedono un milione e mezzo di dosi di vaccino.

ALTRO TURNO DI VACCINAZIONI - Saranno coperti inoltre, entro fine anno, i soggetti a rischio dai due ai sessantacinque anni, con 7 milioni di dosi. Gli altri 16 milioni di vaccini saranno indirizzati a partire dal 31 gennaio specificatamente alla popolazione compresa tra i due e i ventisette anni, comprendendo quindi la popolazione sana, con modalità che dovranno ancora definirsi. Si ipotizza anche l'aumento del 20% dell'offerta attiva per la vaccinazione antinfluenzale stagionale classica estendendo tale offerta in maniera attiva su una popolazione più ampia rispetto alle categorie previste negli anni precedenti. Il ministero emanerà una circolare esplicativa sulla base delle valutazioni emerse nel corso della discussione. Si sta studiando una scheda di registrazione unica per tutto il territorio nazionale. Un ruolo importante per la vaccinazione dei soggetti a rischio, riferisce Mele, sarà affidato al territorio secondo quanto previsto per la vaccinazione influenzale stagionale negli ambiti degli accordi decentrati vigenti con raccomandazione di estendere nelle Regioni ove non specificatamente previsti. In ogni caso il vaccino non sarà disponibile in farmacia, sarà privo di foglietto d'istruzioni e sarà multi dose, dieci dosi per fiala. Sarà un vaccino audiuvato con MS 59. Attualmente tuttavia, riporta Mele, "L'offerta di tale vaccino è estremamente inferiore alla domanda. L'intenzione è quella di vaccinare il 40% della popolazione al di sotto dei sessantacinque anni di età. La distribuzione a livello regionale terrà conto di tali percentuali ed avverrà sulla base dei criteri di popolazione residente".

ALLARME NEGLI USA - Sale la preoccupazione sull'esplodere con l'arrivo dell'autunno della pandemia di influenza A in Occidente. I primi a lanciare l'allarme sono gli Stati Uniti , secondo le cui autorità l'influenza A potrebbe contagiare metà della popolazione americana entro l’inverno, obbligando alle cure ospedaliere 1,8 milioni di persone e causando fino a 90 mila decessi, più del doppio di una normale influenza. Si tratta dello scenario tratteggiato lunedì, in un rapporto di 86 pagine, dal Council of Advisors on Science and Technology, lo staff scientifico della Casa Bianca, che ha elaborato tutte le ipotesi possibili in vista di una seconda ondata del virus nei prossimi mesi, per essere pronti al peggio. Fra le varie stime, gli esperti attendono che l’influenza torni negli Usa a metà ottobre, motivo per cui hanno incoraggiato ed esortato la produzione di vaccini, oltre che proporre la nomina di un supervisore alla Casa Bianca che possa coordinare le operazioni contro il virus. Lo scenario ipotizzato prende in considerazione le precedenti influenze pandemiche, analizzando anche il comportamento della nuova influenza registrato negli Stati Uniti durante la primavera e nell’emisfero sud del pianeta, dove si sta chiudendo in queste settimane la stagione influenzale. È la prima volta che gli esperti rilasciano ipotesi sul possibile impatto del virus negli Stati Uniti. Ad accusare i sintomi della prima influenza pandemica in 41 anni potrebbero essere fra i 60 e i 120 milioni di persone, più di metà delle quali potrebbero aver bisogno di cure mediche. Oltretutto, secondo il consiglio di esperti, durante le normali influenze stagionali la maggior parte dei decessi viene riscontrata fra gli anziani, mentre l’influenza suina potrebbe colpire su larga scala bambini e giovani.

L'AVVERTIMENTO - "Sarà una cosa seria", ha specificato Harold E. Varmus del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, copresidente del consiglio presidenziale. "Non sono pronostici, ma è una possibilità concreta", ha spiegato Mark Lipsitch della Harvard School of Public Health, che ha aiutato a compilare il rapporto. "Le stime oltretutto non prendono in considerazione l’ipotesi che il virus muti in una forma più pericolosa. Non è l’influenza a cui eravamo abituati", ha dichiarato il segretario alla Salute Kathleen Sebelius che poi ha aggiunto: "Il virus H1N1 sarà una minaccia ancora più seria questo inverno. Non sapremo quanto sarà pericoloso finché non ci ritroveremo in mezzo, ma è molto probabile che infetterà molte più persone del normale". Gli esperti hanno comunque applaudito alla risposta del governo Usa, che ha speso quasi 2 miliardi di dollari per comprare circa 159 milioni di dosi di vaccino da cinque diverse case farmaceutiche, che però non saranno pronte prima di metà ottobre, quando è prevista la nuova ondata di influenza. Il rapporto raccomanda quindi di rendere disponibili almeno parte delle scorte già da metà settembre.

 

25 agosto 2009(ultima modifica: 26 agosto 2009)

 

 

 

 

Australia, a letto il doppio delle persone del 2008

Ogni giorno 1.700 malati

Germania prima in Europa

Gli italiani infettati sono 1.800 (a luglio erano meno di 300)

C’è chi parla di "bufala", c’è chi te­me una pandemia che metterà in gi­nocchio la già critica situazione econo­mica. L’atteso arrivo della nuova in­fluenza, ma in realtà è già arrivata nel­l’emisfero australe, non vede allineate allo stesso modo le autorità sanitarie dei Paesi europei. In particolare l’Ita­lia, la cui opinione pubblica è rimasta ferma a 258-300 infettati al massimo. I numeri di luglio. Invece il contatore, nonostante l’estate non sia mese da influenza, è stato inesorabile: 1.800 gli italiani col­piti finora, nessun decesso. Il ritmo dei contagi è abbastanza veloce: una novantina di nuovi casi al giorno in Europa, quasi 1.700 nel resto del mon­do. Dove attualmente sono 254.947 i contagiati accertati e 2.594 morti. Più colpita in Europa, la Germania con 14.325 casi, seguita dalla Gran Breta­gna con 12.957 casi, ma ben 59 vitti­me. Globalmente, nel Vecchio Continen­te si contano 93 decessi. Nel resto del mondo, preoccupa l’India: ufficialmen­te tre decessi, ma si parla di migliaia di contagiati non ufficiali e di morti non registrati.

I soggetti a rischio

Oltre la metà delle persone morte a causa della nuova influenza aveva un’età compresa tra i 20 e i 49 anni. Lo sottolinea uno studio pubblicato sulla rivista Eurosurveillance. Secondo l’analisi condotta da Philippe Barboza dell’Istituto di vigilanza sanitaria, pub­blicata sulla rivista del Centro euro­peo per la prevenzione e il controllo delle malattie con sede a Stoccolma, la gravidanza e i disturbi del metaboli­smo, come il diabete e l’obesità sono considerati "fattori di rischio partico­larmente importanti". Dall’inizio della pandemia sono in tutto una decina nel mondo le donne incinte decedute, tra cui una in Spagna e una in Canada.

Emisfero australe

Australia e Nuova Zelanda, e anche l’Argentina, sono gli apri-pista della stagione influenzale a doppio binario: l’influenza classica, per la quale c’è il vaccino trivalente, e la nuova A. Per la quale al momento esistono solo i far­maci antivirali. La diagnosi viene fatta solo sui decessi. E i casi sono tutti in­fluenza: a letto il doppio di persone dell’anno scorso. Allarme in Nuova Ca­ledonia e in Polinesia. "Però le notizie dall’emisfero australe sono tranquilliz­zanti — dice Fabrizio Pregliasco, viro­logo dell’università di Milano —. Il vi­rus non sembra essere mutato. Non si è 'incattivito'. Si diffonde rapidamen­te ma la mortalità resta bassa: meno dell’1 per mille dei contagiati".

Europa

Malati cronici, donne incinte, perso­nale medico. Sono questi i gruppi che dovranno essere vaccinati con la massima priorità contro il virus A H1N1, secondo una posizio­ne comune adottata dagli esperti dei 27 Paesi del­l’Unione europea. In un co­municato diffuso dalla Commissione si precisa che le patologie croniche so­no, per esempio, le malattie respirato­rie, cardiovascolari, congenite o im­munitarie. La Grecia è stato il primo Paese ad annunciare il 31 luglio la sua intenzione di vaccinare tutti i suoi 11 milioni di abitanti, su base volontaria. La Francia ha invece ordinato dosi di vaccino per l’80% della popolazione, così come Germania e Gran Bretagna. Svezia e Olanda hanno già fissato le strategie di vaccinazione. Molto attiva la Francia: da ieri è partita una massic­cia campagna di comunicazione gover­nativa. Manifesti, brochure e quattro volte al giorno diversi spot, in tv e alla radio, dal titolo "Stop al virus dell’in­fluenza ". Secondo il ministro della Sa­nità, Roseline Bachelot, si vuole incita­re la popolazione ad adottare "ge­sti- barriera" in previsione di 3.000 ca­si di influenza A a settimana.

Stati Uniti

Barack Obama ha inserito una ri­chiesta di 7,7 miliardi di dollari per combattere il virus. E’ come una guer­ra, considerata la crisi economica. Stando agli economisti, "se tutto pro­cede abbastanza bene" l’influenza farà calare il Pil di mezzo punto percentua­le, altrimenti di 1,3-1,5%. Il picco del contagio è atteso per fine ottobre. Lo scenario? Fra i 60 e i 120 milioni di per­sone colpite, più di metà delle quali potrebbero aver bisogno di cure medi­che. E 90 mila morti. Stabilite anche le linee-guida per le scuole che prevedo­no due ipotesi: virus attuale e virus più 'cattivo'. Nel secondo caso, previ­sto l’insegnamento via Internet. Vacci­nazione di massa per metà della popo­lazione: spesi quasi 2 miliardi di dolla­ri per circa 159 milioni di dosi di vacci­no, che però non saranno pronte pri­ma di metà ottobre.

Mario Pappagallo

26 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REPUBBLICA

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2009-08-26

Riguarderà il 40% della popolazione. Prima tranche indirizzata ai soggetti a rischio

Da gennaio toccherà a bambini e giovani, i maggiormente colpiti dal virus H1N1

Nuova influenza, vaccinazione al via

In Italia si partirà dal 15 novembre

Nuova influenza, vaccinazione al via In Italia si partirà dal 15 novembre

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Multimedia

* LA SCHEDA: l'influenza dalla A alla Zeta

ROMA - Inizierà il 15 novembre in Italia la vaccinazione di massa contro l'influenza "A". Tra categorie a rischio e giovani tra i 2 e i 27 anni - i maggiormente colpiti dal virus H1N1 - il governo prevede di vaccinare almeno il 40% della popolazione, quasi 24 milioni di italiani.

Il piano del governo prevede una prima tranche di 8 milioni di dosi - ogni vaccinazione impone la sommistrazione di due dosi ad un mese di distanza - a partire da metà novembre sino a tutto il mese di dicembre. Gli altri 16 milioni di dosi del vaccino saranno disponibili a partire dal 31 gennaio.

Il portavoce della Novartis, il colosso farmaceutico svizzero incaricato di realizzare il vaccino, ha assicurato "la disponibilità dei primi milioni di dosi di vaccino antipandemico già dal prossimo ottobre".

Il ministero della Salute, insieme ai rappresentanti delle Regioni e dei medici, hanno quindi deciso la scansione con cui i medici somministreranno gratuitamente il vaccino. La prima fase riguarderà gli operatori sanitari e le categorie a rischio. Saranno vaccinati contro il virus della nuova influenza gli addetti ai servizi essenziali; il personale sanitario di ospedali e case di riposo; almeno il 90% dei medici di famiglia e dei pediatri; le donne incinta; il personale delle Poste, della Telecom e delle Forze Armate.

Entro fine anno, toccherà ai soggetti affetti da malattie respiratorie tra i 2 e i 65 anni, 7 milioni di dosi. Gli altri 16 milioni di vaccini saranno indirizzati, a partire dal 31 gennaio, alla restante popolazione sana tra i 2 e i 27 anni.

Gli esperti ipotizzano anche l'aumento del 20% della consueta vaccinazione antinfluenzale stagionale rivolta quest'autunno ad una popolazione più ampia rispetto alle categorie previste negli anni precedenti.

(25 agosto 2009)

 

 

 

 

Studi confermano che in gravidanza il virus può aumentare il tasso di mortalità

Nei laboratori Usa quintuplicata la produzione di un farmaco per uso nasale

Influenza A, appello dell'Oms

"Proteggere le donne incinte"

Civitavecchia, denunciato il comandante di una nave. Ha fatto scendere passeggeri nonostante casi sospetti

In Belgio la Vallonia si prepara al peggio con una circolare ai comuni: "Predisporre tombe già scavate"

Influenza A, appello dell'Oms "Proteggere le donne incinte"

ROMA - Guardia alta e cure immediate per le donne incinte, le più a rischio per la pandemia di influenza A. Lo chiede l'Organizzazione mondiale della sanità. Dagli Usa in arrivo il vaccino spray nasale. Nei laboratori quintuplicata la produzione del farmaco. Denunciato a Civitavecchia il comandante della nave da crociera "Voyager of the seas", per aver fatto scendere i passeggeri a terra, nonostante alcuni casi sospetti a bordo. E in Belgio la Vallonia si prepara al peggio con una circolare ai comuni: "Prevedere tombe già scavate".

Oms. L'Organizzazione mondiale della sanità mette in guardia le donne incinte a causa della loro maggiore esposizione di contrarre la nuova influenza. Una recente ricerca pubblicata su Lancet ha evidenziato infatti che il rischio di mortalità aumenta nelle donne in gravidanza che abbiano contratto il virus H1N1, così come aumenta il rischio di morte per il feto e di aborto spontaneo.

L'Oms raccomanda che in aree ad alto tasso di infezione, le donne incinte e le addette al settore sanitario che le hanno in cura non sottovalutino i sintomi che possono presentarsi. Il trattamento con l'antiretrovirale Oseltamivir, raccomanda l'Organizzazione, deve essere somministrato appena compaiono i sintomi influenzali, senza attendere i risultati degli esami di laboratorio. L'Oms, inoltre, ha anche rivolto un appello ai governi affinché diano la priorità di vaccinazione alle donne incinte non appena sarà pronto il vaccino.

I sintomi. L'Oms ha anche fornito un aggiornamento delle linee guida. I sintomi da tenere in considerazione sono: fiato corto, difficoltà nella respirazione, colorito bluastro della pelle, dolore al petto, stato mentale alterato, febbre alta che persiste per più di 3 giorni, bassa pressione arteriosa. Per i bambini i sintomi includono anche abbassamento dell'attenzione, difficoltà nello svegliarsi e mancanza di desiderio di giocare.

Il vaccino. Uno spray potrebbe essere la nuova arma contro l'influenza A. Il vaccino è in sperimentazione nei laboratori dell'azienda farmaceutica americana MedImmune, che già commercializza un vaccino-spray nasale contro l'influenza stagionale. La società, una sussidiaria di AstraZeneca - scrive il New York Times - ha annunciato che quintuplicherà la produzione di vaccini contro l'H1N1 ed è per questo che sono partiti anche i test su un sistema di immunizzazione in gocce per il naso. Si dovrebbe arrivare a sfornare 200 milioni di dosi del vaccino classico entro marzo 2010.

Voyager of the seas. E' stato denunciato alla magistratura dall'ufficio di Sanità Marittima di Civitavecchia il comandante della nave da crociera "Voyager of the seas", della compagnia "Royal Caribbean", con cinquemila persone a bordo. La denuncia riguarda il permesso di scendere a terra concesso ai crocieristi, nonostante sulla nave vi fossero in isolamento con sospetti sintomi di nuova influenza 40 membri dell'equipaggio e due viaggiatori, uno dei quali (un ragazzo inglese di 15 anni) trasportato al pronto soccorso del locale ospedale San Paolo e poi riaccompagnato a bordo. Un comportamento, quello del comandante, in contrasto con le procedure sanitarie.

I numeri. I casi di influenza A/H1N1 registrati nel mondo nelle ultime 24 ore sono 5676. Secondo i dati forniti dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), il numero totale dei contagiati è salito a 183.326. Le morti causate dal virus dell'influenza A/H1N1 sono invece 1148, ventuno in più rispetto a ieri. Le vittime in Europa sono 39: trenta in Gran Bretagna, sei in Spagna, uno in Francia, uno in Belgio e una in Ungheria.

America latina. Il numero dei morti per influenza suina in America Latina, la regione del mondo più colpita dalla pandemia, supera ormai quota 600, dopo l'annuncio di nuove vittime nelle ultime 24 ore. L'aumento maggiore è stato registrato in Cile, uno dei Paesi dell'America del Sud dove l'inverno australe è più rigido. Solo l'Argentina (165 morti) e il Messico (146), focolaio mondiale della pandemia ad aprile, sono stati investiti più duramente nella regione. In alcuni Paesi, il problema attuale è l'approvigionamento degli antivirali. In Brasile il governo ha deciso di vietare la vendita del Tamiflu nelle farmacie per garantire l'accesso al farmaco a coloro che ne hanno bisogno.

Effetti collaterali. Diarrea, nausea, incubi e insonnia. Uno studio condotto dall'Agenzia per la protezione della salute (Hpa) su un gruppo di bambini a cui era stato somministrato in via preventiva il Tamiflu, ha dimostrato che più della metà ha riscontrato questi effetti collaterali. La ricerca è stata pubblicata sul giornale Eurosurveillance. Secondo il National Pandemic Flu Service, nell'ultima settimana a circa 150.000 persone in Gran Bretagna sono stati prescritti gli antivirali per l'influenza A/H1N1.

Grecia. ''E' stato deciso, secondo le disposizioni del premier Costas Karamanlis, di vaccinare tutti i cittadini e i residenti del Paese'', ha annunciato il ministro della Sanità greco Dimitris Avramopoulos. Atene ha registrato oltre 700 casi di contagio. Attualmente sono ricoverate in tutto il Paese 15 persone.

Buone notizie da Cervia. La febbre è passata a quasi tutti gli ultimi 49 bambini ammalati della colonia di Cervia. "Tutti i casi che si sono verificati hanno avuto un decorso regolare con sintomi lievi - informa una nota dell'Ausl di Ravenna - nella maggior parte dei casi la febbre non ha raggiunto i 38 gradi".

Belgio. Preparare i cimiteri a una mortalità "anormale" dovuta all'influenza A. E' quanto prevede una circolare, decisamente allarmante, diffusa dalla Vallonia, la regione francofona del Belgio, ai comuni del proprio territorio. Lo riferisce il sito online del quotidiano di Bruxelles Le Soir. "Senza alcun allarmismo - dice un responsabile dell'unità di crisi regionale per l'influenza A - è nostro dovere prevedere il peggio, pur sperando che questo scenario non si verifichi". Di qui la richiesta ai sindaci, spiega il funzionario, di "prevedere tombe già scavate per evitare i problemi che a volte pone l'inverno. Secondo Daniel Reynders, coordinatore strategico del Gruppo sull'influenza creato dal governo, nei prossimi sei mesi si potrebbero avere nel solo Belgio tra i 1.000 e i 4.000 decessi legati alla malattia.

(31 luglio 2009)

 

 

 

Secondo il Centro di Controllo delle malattie americano, l'influenza A provocherà migliaia di vittime

Le prime 160 milioni di dosi del vaccino saranno pronte per ottobre

Già un milione di casi e 300 morti negli Usa

"L'influenza colpirà il 40% della popolazione"

Già un milione di casi e 300 morti negli Usa "L'influenza colpirà il 40% della popolazione"

ATLANTA (USA) - Il virus A(H1N1) della nuova influenza potrebbe colpire il 40% della popolazione americana. E' l'allarme lanciato dall'ente federale Usa per il controllo delle malattie. Gli ammalati, finora, sono circa un milione e le vittime almeno trecento.

Secondo il quotidiano U.S.News, che rivela le nuove stime del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, le proiezioni sulla propagazione della nuova influenza negli Stati Uniti si basano sulla pandemia esplosa nel '57 quando circa 70 mila persone morirono per un virus influenzale.

Anne Schuchat, direttore del CDC's National Center for Immunization and Respiratory Diseases, sottolinea inoltre che il ''40% della forza lavoro potrebbe essere colpita, non solo per quelli che sono stati contagiati dal virus ma anche per quelli che hanno necessita' di restare a casa per prestare attenzione ad un membro della propria famiglia''.

Il rapporto del CDC stima che gli ammalati potranno essere (data l'alta contagiosità del virus) oltre i doppio di quelli che si hanno normalmente in una ondata annuale d'influenza. La "suina" ha già colpito gli Stati Uniti più pesantemente di ogni altro paese, facendo 300 morti su circa un milione di ammalati, confermando l'insolita capacità di diffondersi anche in estate.

Ma la vera "esplosione" della malattia è attesa per l'autunno, con i primi freddi, quando si prevede siano pronti i primi vaccini. I test clinici su alcuni volontari sono in programma ad agosto, e in ottobre dovrebbero essere pronte 160 milioni di dosi. Nel mondo (dati Oms) le vittime accertate sono circa ottocento e il contagio, ormai "pandemico" ha toccato 160 Paesi. Alla fine, in due anni, potrebbero essere contagiati due miliardi di persone: praticamente un terzo dell'umanità.

(25 luglio 2009)

 

 

 

 

 

 

Lo ha riferito l'Oms: "La priorità è per coloro che lavorano nel settore sanitario"

"La situazione e' diversa da Paese a Paese, in particolare per quanto riguarda i sintomi"

Nuova influenza, è pandemia

"Non si ferma, serve il vaccino"

Nuova influenza, è pandemia "Non si ferma, serve il vaccino"

ROMA - La pandemia di nuova influenza "non si può fermare e tutti i Paesi avranno bisogno del vaccino". Marie-Paule Kieny, direttore Initiative for Vaccine Research dell'Oms, fotografa così la prima conclusione raggiunta dal comitato di esperti di vaccini dell'Oms e da un nuovo comitato di specialisti dell'influenza, creato dopo la notizia della comparsa dei primi focolai.

"A questo punto occorre adattare la strategia di contrasto alle situazioni nazionali, tenendo presente comunque la necessità di immunizzare gli operatori sanitari per garantire l'assistenza alla popolazione nel corso della prossima stagione influenzale, in autunno".

Gli esperti consultati dall'Oms hanno fissato come priorità la vaccinazione dei lavoratori del settore sanitario, ''per mantenere in funzione il sistema''. Gli Stati, ha aggiunto Kieny devono adattare le raccomandazioni dell'Oms sulla vaccinazione in funzione della ''situazione epidemiologica, che è diversa da Paese a Paese'', in particolare per quanto riguarda la gravità dei sintomi.

Sul fronte della ricerca, secondo uno studio pubblicato oggi su Nature, il virus originato dai maiali, responsabile dell'attuale pandemia influenzale, causerebbe più danni ai polmoni, di quanto faccia il ceppo virale dell'influenza stagionale. Dai test effettuati, sarebbe ancora sensibile all'azione degli antivirali. Buone notizie per gli anziani, sopravvissuti alla Spagnola del 1918: sembrano possedere uno scudo protettivo contro la nuova influenza.

Inghilterra. Un'altra vittima della nuova influenza si registra oggi a Londra, una bambina di 6 anni, portando a 16 il totale delle morti in Gran Bretagna legate al contagio del virus H1N1. E l'influenza non non ha risparmiato nemmeno Downing street. Uno dei consulenti del primo ministro britannico Gordon Brown ha infatti contratto il virus. La Gran Betagna potrebbe presto fronteggiare, a quanto hanno riferito gli esperti, più di 100mila nuovi casi di influenza a al giorno se fosse mantenuto l'attuale livello di contagio.

Argentina. Sono arrivate in Argentina altre 400mila dosi di farmaci antivirali. L'acquisto è stato fatto dal governo di Buenos Aires.

Filippine. E' salito a tre il numero dei morti nelle Filippine, dopo che sono morte altre due persone le condizioni delle quali erano giudicate ad alto rischio. Nel paese sono finora stati accertati tre decessi e 2.668 casi da maggio.

Cipro. Sono stati dimessi tutti i 36 atleti ciprioti affetti da nuova influenza. La delegazione era a Teramo per competizione internazionale di pallamano della Coppa Interamnia.

(13 luglio 2009)

 

 

 

 

 

Già prenotate un miliardo di dosi, business gestito da quattro colossi farmaceutici

Lotta contro il tempo per produrre il medicinale. Al via in Australia i primi test sull'uomo

Virus A, affari d'oro per Big Pharma

Il vaccino vale 10 miliardi di dollari

di MAURIZIO RICCI

Virus A, affari d'oro per Big Pharma Il vaccino vale 10 miliardi di dollari

Forse, alla fine, la pandemia non ci sarà. Forse, il vaccino arriverà troppo tardi. Ma i soldi, nelle casse di Big Pharma, chiamata in fretta e furia a preparare l'antidoto, stanno già entrando a fiumi. È un business da 10 miliardi di dollari: la paura non conosce recessione. Anche se ogni singola dose di vaccino è destinata a costare una decina di euro, infatti, è il volume delle vendite a fare massa. Una delle maggiori banche d'investimento mondiali, J. P. Morgan, ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano già prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi.

Per un controvalore di 3 miliardi di euro, circa 4,3 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi, si è aggiunta la Francia, con un ordine per 94 milioni di dosi e un assegno da 1 miliardo di euro. E la lista è destinata ad allungarsi.

J. P. Morgan stima che, alla fine, ai 600 milioni di dosi già prenotate se ne sommeranno altri 350 milioni, per un'ulteriore fattura di oltre 2 miliardi e mezzo di dollari, più di 1,8 miliardi di euro. Di fatto, per Big Pharma è un affare a colpo sicuro. Il miliardo di dosi prenotate, o in via di prenotazione, è largamente insufficiente a coprire una popolazione mondiale che sfiora i 7 miliardi di persone. Ma è anche, più o meno, il massimo che gli impianti attuali possano produrre, sotto forma di fiale da iniettare (in Europa) o di spray nasale (negli Usa). Non ci saranno rimanenze di magazzino.

A spartirsi questo imponente business dell'influenza suina è un ristretto gruppo di giganti dell'industria farmaceutica: GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca. Accanto ai vaccini antinfluenza ci sono, però, anche le medicine per chi, l'influenza, l'ha già presa. Anche qui, è Big Pharma a dominare il mercato. Anzitutto con il Tamiflu della Roche. E poi con il Relenza, ancora di GlazoSmithKline. Secondo J. P. Morgan, Tamiflu e Relenza porteranno, rispettivamente a Roche e Glaxo, vendite per 1,8 miliardi di dollari nei paesi ricchi, più 1,2 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo. Complessivamente, altri 3 miliardi di dollari, oltre 2 miliardi di euro. Fra vaccini e medicine, il rischio pandemia vale, per Big Pharma, circa 10 miliardi di dollari.

Di contro, senza i grandi nomi dell'industria farmaceutica, probabilmente, non ci sarebbero né le medicine, né la speranza del vaccino. Cinque anni fa, nell'inverno 2004-2005, negli Usa non si riuscì a mettere insieme le dosi previste di vaccino contro l'influenza ordinaria, prodotte da due aziende relativamente piccole: Aventis Pasteur e Chiron. In effetti, Big Pharma si teneva per lo più lontana da un settore che appariva poco promettente: nel 2004 le vendite complessive di vaccini in generale - non solo per l'influenza - raggiungevano appena gli 8 miliardi di dollari, meno degli incassi di un singolo farmaco fra i più diffusi.

Poi, alcune aziende hanno scoperto che, con i vaccini, si possono far soldi. La Wyeth con un vaccino contro lo pneumococco (84 dollari a dose). La Merck con uno contro il papilloma (130 dollari a dose). Big Pharma ha scoperto il settore: Novartis ha comprato Chiron, Sanofi ha preso Aventis Pasteur, Astra Zeneca Medimmune, Glaxo ID Biomedical, ancora Sanofi la Acambis, Pfizer ha assorbito Wyeth. Senza questa concentrazione di mezzi e di ricerca, dicono gli uomini delle grandi aziende, non ci sarebbero oggi le risorse industriali per una risposta rapida all'emergenza pandemia.

Nonostante questo spiegamento di forze, peraltro, il vaccino, anche se prenotato, è ancora un punto interrogativo. Gli scienziati della Novartis hanno fatto sapere che, nei test di laboratorio sul virus della suina, riescono a produrre solo il 30-50 per cento dell'antigene (l'antigene è l'elemento attivo del vaccino) che normalmente si ottiene per il virus dell'influenza ordinaria. Più antigene si crea, più dosi si possono produrre. Inoltre, il processo di fabbricazione è ancora lungo: una volta isolato il virus in laboratorio, le milioni di dosi di vaccino vanno coltivate in altrettanti milioni di uova di gallina, per un periodo di 4-6 mesi.

È per questo che non si sa ancora con sicurezza quando il vaccino prenotato sarà effettivamente disponibile. Esiste un metodo più rapido: la produzione del vaccino direttamente su una cultura di cellule. È una procedura già usata per altri vaccini, ma ancora non autorizzata per l'influenza. L'emergenza pandemia potrebbe costringere a bruciare i tempi.

(22 luglio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Decine di laboratori per la caccia all'Australiana. In Italia ci si aspetta 5 milioni di malati

raccomandato il vaccino. Nel mondo vengono prodotti 250 milioni di dosi

"Virus mutante" composto da tre ceppi

Tutti i segreti della nuova influenza

di ELENA DUSI

"Virus mutante" composto da tre ceppi Tutti i segreti della nuova influenza

ROMA - Il virus dell'influenza è caduto nella rete. Il ceppo australiano H3N2/A/Brisbane/10/07 che è stato appena isolato nei primi italiani colpiti dalla febbre era già nel mirino degli infettivologi. Da febbraio gli avevano puntato contro il microscopio, inserendolo nella triade dei virus uccisi e inattivati che compongono il vaccino di quest'anno. Si spera così di mitigare l'effetto dell'australiana, visto che le mutazioni del virus rispetto all'anno scorso sono state importanti, e il nostro sistema immunitario rischia di trovarsi piuttosto impreparato.

Il vaccino è indicato come la barriera più efficace per smentire le previsioni poco ottimistiche dell'inverno 2008-2009: ci si aspetta che i malati in Italia tocchino i 5 milioni (l'anno scorso non avevano raggiunto i 2). Ma l'inizio della campagna di inoculazioni - che rimarrà in piedi fino alla fine dell'anno - è stato blando, complici lo sgonfiarsi della paura dell'aviaria e un paio di inverni miti e poveri di virus.

Nonostante le continue mutazioni di cui il virus dell'influenza è capace, gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno sbagliato la mira solo quattro volte negli ultimi vent'anni (l'ultima nell'inverno 2007-8, quando il clima caldo ha comunque alleviato i problemi). E questo perché nella fiala che tra ottobre e novembre puntualmente arriva in farmacia non si trova soltanto il frullato di virus inattivati capaci di proteggere l'organismo contro l'influenza. Lì dentro c'è anche il giallo di un virus che d'estate scompare senza che nessuno sappia dove si vada a rintanare, per poi spuntare di nuovo con il freddo in una forma variata rispetto al passato, ogni volta in una zona diversa del globo. E c'è il thriller di un inseguimento al ceppo mutato che per i ricercatori inizia a febbraio nell'emisfero settentrionale, con i 122 laboratori dell'Organizzazione mondiale della sanità che mettono a confronto migliaia di esemplari isolati in tutto il mondo. Da queste impronte, ancora in pieno inverno, si parte per tracciare l'identikit del virus che colpirà nella stagione successiva.

Per produrre i 250 milioni di dosi di vaccino che ogni anno il mondo consuma sono infatti necessari mesi di lavoro da parte delle aziende farmaceutiche. "Stiamo cercando di mettere a punto modelli matematici di ogni tipo e studi di popolazione per capire in anticipo quali saranno i percorsi e le mutazioni del virus dell'influenza. Ma per ora non abbiamo raggiunto molto. Siamo costretti sempre a inseguire" conferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano specializzato in questa malattia.

Quest'anno il compito si presentava particolarmente difficile. Le mutazioni del virus sembrano aver inserito una marcia superiore. E i ricercatori, rispetto all'anno passato, si sono visti costretti a variare tutti e tre i ceppi del virus che sono contenuti nel vaccino. "Proprio per questo motivo l'epidemia che ci aspetta sarà intensa" spiega Pregliasco. "Di fronte a un virus molto mutato, il nostro sistema immunitario si trova a corto di memoria. Prevediamo un aumento delle persone colpite, ma ciò non vuol dire che i sintomi nella media siano più gravi".

La promessa di un vaccino unico capace di colpire indistintamente tutti i ceppi dell'influenza resta ancora nel cassetto dei sogni. "Il vaccino esiste - spiega Pregliasco - ma è poco efficace, perché utilizza come segno distintivo una parte stabile ma molto interna del virus, che il nostro sistema immunitario fa fatica a riconoscere".

(24 novembre 2008)

 

 

 

 

 

L'UNITA'

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2009-08-26

Influenza: in Italia vaccinazione da metà novembre

All'indomani dell'allarme degli Stati Uniti sull'arrivo di un virus non letale, ma capace di diffondersi in modo rapidissimo ed esteso, l'Italia conferma la sua strategia di vaccinare il 30%-40% della popolazione a partire, è stato reso noto oggi, da metà novembre. Il vaccino sarà gratuito e somministrato dai medici di famiglia e pediatri di base. Secondo quanto ha stabilito il tavolo permanente delle cure primarie territoriali riunito il 20 agosto scorso presso il ministero del Welfare, la campagna di vaccinazione partirà con circa 8,5 milioni di dosi, ha detto il presidente della Federazione medici pediatri (Fimp), Giuseppe Mele, che ha partecipato all'incontro.

VACCINAZIONE IN DUE FASI: nella prima fase verranno vaccinati operatori sanitari (medici di medicina generale, pediatri, personale delle Asl), operatori di servizi pubblici essenziali e e categorie a rischio. Queste saranno indicate in una circolare del ministero attesa nei prossimi giorni. A quanto si apprende, potrebbero avere la priorità persone fino a 65 anni con malattie respiratorie e cardiovascolari croniche, diabetici e donne in gravidanza. La seconda fase scatterà dal 31 gennaio 2010 con 16 milioni di dosi a disposizione e prevede la vaccinazione di bambini e giovani da 6 mesi a 27 anni.

VACCINO GRATUITO: il vaccino non sarà venduto in farmacia, ma sarà somministrato dai medici di medicina generale, pediatri e i medici competenti.

RICHIAMO E ADIUVANTE: il vaccino sarà somministrato in due dosi (una prima iniezione e richiamo dopo un mese) e conterrà un adiuvante, ossia una sostanza che lo rende più efficace. -

30%-40% DELLA POPOLAZIONE: vaccinare circa il 40% della popolazione è l'obiettivo del ministero. Per il direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza è un obiettivo più realistico di quello dichiarato da alcuni Paesi, che intendono raggiungere l'intera popolazione. Basterebbero cinque Paesi a vaccinare il 100% dei loro abitanti e le scorte mondiali del vaccino si esaurirebbero. Vaccinare fino al 40% della popolazione, aggiunge l'esperto, "potrebbe comunque avere un effetto indiretto, sufficiente per impedire al virus di circolare velocemente".

ITALIA IN FASE TRANSIZIONE: al momento l'Italia è in una fase di transizione perchè "la grande maggioranza di casi di registra nei viaggiatori, che d'estate sono particolarmente numerosi", osserva. "Ma adesso siamo vicini a settembre, le città stanno per ripopolarsi, tra poco riapriranno le scuole e si tornerà a frequentare luoghi sovraffollati: si creeranno le condizioni per amplificare la circolazione del virus".

CAUTELA SUI NUMERI: sono davvero poco chiari perchè non tutti i Paesi riferiscono i casi confermati, così sembra che in alcuni Paesi il virus sia più letale che in altri. In questo momento, per esempio, la Gran Bretagna è al primo posto per morti e a ha un numero di casi confrontabile a quello della Germania. Per Rezza "i casi reali sono probabilmente molto più numerosi di quelli riferiti dalle statistiche ufficiali, ma il virus A/H1N1 è probabilmente meno letale di quanto sembri ed è in linea con la letalità dell'influenza stagionale"

26 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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